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Società

Milano chiude il centro per decreto: la città diventa caserma permanente e i cortei si svolgono solo in ordine alfabetico

Per una settimana Milano adotta un orario unico per manifestazioni e spostamenti, con parà in piazza e nuove regole per chi scende in strada.

Milano ha adottato da lunedì un calendario unico della sicurezza urbana: ogni cittadino può uscire di casa solo nelle fasce orarie assegnate dalla Prefettura, suddivise per iniziali del cognome. Il provvedimento, firmato dal sindaco Beppe Sala d'intesa con il ministero dell'Interno, prevede che il centro resti presidiato da reparti della brigata Folgore per tutta la settimana, con turni di pattuglia che coprono anche le ore notturne.

Il primo effetto concreto si è visto in piazza Duomo, dove sono stati montati dodici gazebo di presidio della Polizia Locale, ciascuno dotato di una lavagna con l'elenco dei percorsi consentiti. I commercianti hanno ricevuto un modulo di prenotazione per aprire le saracinesche nei giorni pari, mentre quelli dispari restano chiusi per ragioni di ordine pubblico. Un negoziante di corso Buenos Aires ha spiegato che la sua vetrina è ora sorvegliata da un parà armato di tavolo pieghevole, che consegna il caffè ai clienti in fila.

La Digos ha intanto avviato l'esercitazione «Passo Ordinato», che prevede il censimento di tutte le biciclette presenti nei quartieri a rischio e la loro assegnazione a un ciclo di controllo settimanale. Il questore ha dichiarato che «la tranquillità di una città si misura dalla precisione con cui ogni suo cittadino sa dove deve trovarsi alle quattro e venti del pomeriggio». Le stazioni della metropolitana sono state trasformate in sale d'attesa con sedie numerate, dove chi non ha un appuntamento deve restare seduto fino all'arrivo della propria fascia.

Il bilancio provvisorio parla di 4.292 persone identificate in una sola giornata, un numero che il Comune considera «il primo passo verso un'anagrafe della presenza in strada». Dal prossimo mese il provvedimento sarà esteso a Roma e Bologna, dove le prefetture stanno già predisponendo le lavagne.

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