Il Comune di Milano istituisce la «via crucis» di Youssef Siher: dodici tappe a piedi tra le sedi della Statale, ogni mattina alle sei
Per tutta la durata dell'inchiesta il 30enne fermato dalla Procura dovrà percorrere a piedi, in ordine di orario, i dodici atenei e gli uffici giudiziari cittadini, accompagnato da un funzionario in divisa.
Il Comune di Milano ha stabilito che Youssef Siher percorra ogni mattina, a piedi e alle sei in punto, un itinerario di dodici tappe che collega le sedi della Statale, l'aula dove si è laureato e gli uffici della Procura di piazza Filangieri. Il provvedimento, firmato dall'assessorato alla Mobilità e alla Sicurezza urbana, è stato definito dai tecnici comunali «una procedura di conoscenza del territorio», e prevede che l'interessato raggiunga ciascuna tappa entro un tempo massimo di quaranta minuti.
Per garantire il rispetto dell'orario sono stati assegnati due agenti della polizia locale, che marciano a due passi di distanza e annotano con un cronometro ogni deviazione. I residenti dei quartieri Città Studi e Porta Venezia hanno dovuto spostare di un'ora gli orari di consegna dei panifici, poiché il percorso attraversa i loro marciapiedi a una velocità definita dal regolamento «sostenuta ma non agonistica». Un commerciante di via Ponzio ha dichiarato di aver aggiunto un nuovo ingresso al suo negozio per evitare l'incrocio con il corteo.
«Il percorso non ha finalità punitive», ha spiegato l'ufficio stampa del Comune, «ma serve a verificare che lo spostamento quotidiano avvenga nei tempi dichiarati, e che il soggetto non riceva lungo il tragitto indicazioni da dispositivi elettronici». Dal primo giorno sono state sostituite le scarpe consumate con un paio di modello standard fornito dal Comune, mentre il cellulare è stato consegnato in custodia all'ufficio anagrafe. Il provvedimento resterà in vigore fino alla conclusione delle indagini, con una revisione prevista per la prossima settimana.
Nel frattempo il Politecnico ha chiesto di poter inserire una tappa supplementare nel proprio campus per «ragioni di coerenza didattica», e la Questura valuta di affiancare un secondo turno pomeridiano sul ritorno. La Procura non ha commentato l'iniziativa, limitandosi a far sapere che le dodici tappe sono state approvate «in via provvisoria, salvo il giudizio sulla strategia rivoluzionaria».
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