Salvini confermato segretario con 465 voti: la Lega adotta il federalismo a passo di marcia, con la segreteria trasferita in cortile
Il congresso del Carroccio ha confermato Matteo Salvini alla guida del partito, ma la nuova linea prevede una segreteria politica che si riunisce ogni mattina all'aperto, in fila per dieci, per dimostrare l'unità della base.
Il congresso della Lega ha confermato Matteo Salvini segretario federale con 465 voti, e da lunedì la segreteria politica si riunisce ogni mattina alle sette sul prato davanti alla sede di via Bellerio, disposta in fila per dieci, con il sindaco di Pontida presente per misurare le distanze tra i membri. Il consiglio ha stabilito che nessun dirigente possa sedere a un tavolo finché non ha percorso a piedi i quattrocento metri che separano la sede dal Po, e il primo ad aver completato il tragitto in tempo utile è stato il senatore Massimo Garavaglia, che ha poi dichiarato ai cronisti: «Il federalismo si misura sulle gambe, non sui documenti».
La fronda nordista, che aveva raccolto 146 voti, ha accettato la proposta a condizione che ogni nuovo iscritto venga accompagnato al Po da un militante con una pagaia, e da allora la città di Pontida ha dovuto allargare il molo di venti metri per far posto alle nuove iscrizioni. Il nuovo simbolo, «Lega Italia Federale», sarà dipinto a mano su duemila barche ormeggiate lungo il fiume, ciascuna con un tricolore verde, e il comune ha dovuto assumere sei verniciatori stagionali per completare l'opera entro l'inverno.
Il portavoce del partito ha spiegato che la disciplina interna prevede anche una pausa pranzo condivisa, con un menù unico a base di polenta che ogni federazione provinciale deve preparare con la propria farina, e che chi non si presenta alla mensa viene inviato per una settimana a presidiare il confine del Ticino. «Il vivaio è il nostro futuro», ha detto il portavoce, «e per questo i giovani militanti si allenano ogni sera a correre fino alla stazione di Milano Centrale e ritorno, perché chi gioca per la maglia non si ferma davanti a un treno».
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