Flavio Bolsonaro consegna il passaporto e si mette in fila per il primo volo di linea: il Senato chiude le porte dell'aeroporto di Brasília
Il senatore brasiliano ha deciso di scontare il divieto di espatrio in modo letterale: tutti i giorni si presenta al terminal per essere respinto, mentre la polizia riorganizza i controlli attorno a lui.
Flavio Bolsonaro ha trasformato il divieto di lasciare il Brasile in una pratica quotidiana: ogni mattina alle sei si presenta al terminal dell'aeroporto internazionale di Brasília, si mette in coda al check-in e chiede il primo volo disponibile per Miami. Ogni mattina la polizia federale lo fa uscire dalla fila, gli restituisce la carta d'imbarco annullata e lo accompagna fino al parcheggio. Il senatore ha dichiarato che intende continuare fino a quando il divieto non sarà revocato, e che la sua presenza in coda è una forma di rispetto per la legge.
La misura ha cambiato la vita dello scalo. Per far spazio alla coda permanente, la società di gestione ha spostato le postazioni di check-in di due compagnie al piano superiore e ha installato una linea di nastri a corsia singola riservata al senatore e al suo seguito. Quattro addetti alla sicurezza sono stati assegnati esclusivamente al controllo dei documenti del parlamentare, e gli altri passeggeri hanno ricevuto un volantino che li invita a non chiedere spiegazioni agli agenti in divisa davanti alla fila.
Il Ministero della Giustizia ha comunicato che il protocollo sarà esteso a tutti gli scali del Paese entro la prossima settimana, perché, come ha spiegato un portavoce, «un divieto che non si può osservare con la coda è un divieto che nessuno rispetta davvero». Intanto il fratello Eduardo, residente in Florida, ha fatto sapere che seguirà la procedura dagli Stati Uniti tramite una videochiamata, in attesa del turno che non arriverà mai.
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