Antonelli sigilla il titolo a Città del Messico e la Mercedes ordina trenta giorni di pioggia artificiale sul circuito di Monza
Nel giorno del titolo mondiale, il pilota bolognese chiede al team di replicare ogni sua vittoria stagionale sulla stessa pista, con conseguenze per l'intero paddock.
Andrea Kimi Antonelli ha conquistato il titolo mondiale di Formula 1 al Gran Premio del Messico, arrivando terzo dietro Max Verstappen, e ha deciso di celebrare il risultato facendo ripetere in pista, una per una, tutte le nove vittorie stagionali: Shanghai, Suzuka, Miami, Montreal, Monaco, Spa, Monza, Madrid e Austin. Il team Mercedes ha accettato la richiesta senza obiezioni, e il calendario della scuderia è stato riorganizzato di conseguenza.
Per allestire le nove repliche, la direzione sportiva ha dovuto trasferire a Brackley due tratti di asfalto originali ritirati dai circuiti di Monaco e Spa, e far costruire una copia esatta della curva Parabolica con materiali importati dall'Emilia. Il reparto logistica ha spiegato che per trasportare le tribune di Suzuka sono stati impiegati undici convogli speciali, e che il personale tecnico è rimasto al lavoro per diciannove notti consecutive.
«Abbiamo ritenuto doveroso che il campione del mondo potesse rivivere ogni singolo giro, anche quelli che non erano di gara», ha dichiarato il direttore operativo del team, che ha poi aggiunto: «Il ragazzo ci ha chiesto la massima precisione, e la precisione richiede di ricostruire anche il vento».
Da lunedì la federazione ha annunciato che ogni pilota vincitore di un mondiale potrà richiedere la ricostruzione della propria stagione, e il paddock si è già organizzato con sei squadre in lista d'attesa. Gli addetti ai lavori stimano che la prossima stagione dovrà chiudersi con un anticipo di sei mesi per liberare il calendario dalle repliche.
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