Antonelli esce dal box con dodici gomme sul casco: la Formula 1 adotta il pneumatico come sistema di scudo
La Mercedes impone al suo giovane pilota una strategia di protezione totale alla prima curva, con un'intera squadra riconvertita al deposito di pneumatici.
La Mercedes ha deciso che Kimi Antonelli non partirà più senza una pila di pneumatici alle spalle. Da questo weekend il giovane pilota bolognese si schiera sulla griglia del Gran Premio del Messico protetto da una muraglia di gomme montate su un carrello, lo stesso sistema con cui, da bambino, fu introdotto nel paddock. La decisione è stata comunicata ufficialmente dal team principal, che ha definito la misura «una risposta sobria a un problema che abbiamo deciso di non ignorare».
Il provvedimento ha costretto l'intero reparto tecnico a un trasloco. Trecentoquaranta meccanici sono stati spostati nel retro-box per verificare la pressione delle gomme ogni due minuti, mentre il personale della pista ha dovuto costruire una nuova rampa di accesso per il carrello. Il responsabile della logistica ha spiegato che «la traiettoria della prima curva è stata ricalcolata in base al peso della pila, che resta comunque entro i limiti regolamentari».
Anche gli avversari si sono adeguati. Tre scuderie hanno già chiesto alla federazione di poter schierare i propri piloti dietro analoghe barriere di pneumatici, e la direzione gara ha avviato uno studio per stabilire quante gomme sia lecito impilare prima di diventare un ostacolo. Antonelli, dal canto suo, ha confermato la linea con un tono da manuale: «Cercherò di fare una bella partenza, poi vedremo. Il mio compito è restare fuori dai guai alla prima curva, e per farlo ho bisogno di tutte le gomme disponibili».
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