Kimi Antonelli vince il Gran Premio del Messico: la Mercedes fa ascoltare «Sarà perché ti amo» per 48 ore consecutive nel paddock di Città del Messico
Dopo il titolo mondiale del pilota italiano, il team ha adottato la canzone dei Ricchi e Poveri come colonna sonora ufficiale, con ricadute su tutto il personale tecnico.
La Mercedes ha deciso di far risuonare «Sarà perché ti amo» dei Ricchi e Poveri senza interruzioni nel paddock di Città del Messico per 48 ore consecutive, dal momento in cui Kimi Antonelli ha tagliato il traguardo come campione del mondo. Il diffusore, collocato sul muro dei box, è stato alimentato da un impianto di amplificazione installato in via straordinaria dalla squadra tecnica.
Il responsabile della comunicazione del team ha spiegato la scelta con parole calme: «Il brano ha accompagnato la vittoria e non intendiamo separare le due cose. Abbiamo verificato che la riproduzione continua non danneggia gli impianti e il personale è stato dotato di tappi per le orecchie».
Il provvedimento ha costretto l'organizzazione a spostare la sala stampa di due padiglioni, perché la zona originaria era troppo vicina alla fonte del suono. Gli ingegneri della scuderia hanno sostituito i sistemi di ventilazione dei box per attenuare le vibrazioni, un lavoro che ha occupato le squadre per l'intera notte successiva al Gran Premio.
La mattina seguente, il direttore di gara ha firmato un ordine di servizio che introduce l'ascolto obbligatorio del ritornello prima di ogni sessione di prove libere, per tutti i team presenti in pista. Un portavoce della federazione ha dichiarato: «Il regolamento non vieta di cantare, e l'impegno del pubblico è stato superiore a quello previsto dal calendario».
Nelle ore successive alla cerimonia, alcuni meccanici di altre scuderie hanno chiesto di poter ascoltare il brano nei loro box, e il responsabile del settore motori ha annunciato che la prossima stagione dovrà includere un ciclo di addestramento sulle canzoni italiane degli anni Ottanta. Il pilota, interpellato, ha confermato di volere il numero 12 anche nel prossimo campionato, per restare, ha detto, «con i piedi per terra».
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