Oleshky, la tregua scaduta lascia in piedi un cordone di 25 autobus: la città sarà evacuata a tappe fino a Natale
Il cessate il fuoco attorno a Oleshky si chiude e la diplomazia risponde con un convoglio permanente di autobus, ambulanze e delegazioni che attraversa il fronte ogni giorno.
Il cessate il fuoco attorno a Oleshky è terminato alle 22:59 di domenica, ma la macchina dell'evacuazione non si è fermata: da lunedì un convoglio di 25 autobus e nove ambulanze percorre ogni mattina la strada tra la città occupata e Armiansk, sul Mar Nero, con la commissaria russa per gli affari umanitari Yana Lantratova e il suo omologo ucraino Dmytro Lubinets seduti nello stesso mezzo di testa.
Il dispositivo, secondo quanto precisato dagli uffici dei due mediatori, prevede tre fermate al giorno e un nuovo turno di sfollati ogni cinque ore. Nel quartiere di Armiansk sono già stati allestiti due terminal con tabelloni in cirillico e in ucraino, dove chi vuole tornare in territorio di Kiev viene indirizzato verso un volo per la Bielorussia, e chi preferisce la Russia verso una coda separata. Lubinets ha dichiarato su Telegram: «Abbiamo una lista di persone che vogliono restare e una di persone che vogliono partire, e la lista dei dubbiosi la teniamo aggiornata ogni giorno».
Nel frattempo Oleshky, che prima della guerra contava 24mila abitanti e oggi ne conta poco più di duemila, si sta svuotando a un ritmo che le autorità definiscono «ordinato» e che i residenti descrivono come una lunga fila. Le forze russe, sull'altra sponda del Dnipro, hanno già avviato il trasferimento di nuove truppe lungo la stessa strada. Zelensky, dal canto suo, ha dichiarato di essere pronto a incontrare Putin in Turchia e ha rifiutato ogni ipotesi di cedere territori, mentre il Cremlino giudica «positivo» lo sforzo. Il convoglio riparte domattina alle 7:30.
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