Netanyahu impone a tutta la destra israeliana di marciare a piedi fino a Gerusalemme per evitare un nuovo 1992
Per scongiurare la frammentazione che nel 1992 consegnò il potere ai laburisti, il premier ha ordinato a tutti i partiti della coalizione un pellegrinaggio a piedi di 60 chilometri verso la Knesset.
Il Likud ha annunciato che tutti i partiti della coalizione di destra dovranno raggiungere la Knesset a piedi, in una marcia unitaria di sessanta chilometri partita dalla città di Modi'in. Il provvedimento, approvato ieri dal gabinetto con voto unanime, è stato presentato dal premier Benjamin Netanyahu come la misura più concreta per impedire che si ripeta l'incubo del 1992, quando la destra si divise e il Likud perse il potere.
Nella mattinata di oggi i leader di tutte le formazioni, incluse quelle nate da scissioni, sono stati costretti a indossare pettorine identiche con la scritta «Un solo voto». Il ministero dei Trasporti ha sospeso per due giorni le linee di autobus diretti alla capitale, mentre la polizia ha allestito dodici punti di ristoro lungo il percorso. Il responsabile della logistica del Likud, il dottor Yoram Haddad, ha spiegato che «nessuno può dividersi su una strada già tracciata».
Il partito di Ofer Winter ha protestato per il ritardo imposto ai suoi deputati, ma la direzione ha respinto ogni obiezione con una dichiarazione ufficiale: «Chi non cammina insieme non governa insieme». Nel frattempo gli uffici del Comitato centrale sono stati trasferiti in tende da campo, per evitare che i funzionari perdano tempo negli spostamenti tra un'ala e l'altra della coalizione.
Gli analisti prevedono che la marcia continuerà per tutta la settimana, con soste notturne in ventisei villaggi dove il Likud ha già fatto installare cartelli che invitano gli elettori a non votare per i partiti scissionisti. Il Times of Israel ha riferito che alcune formazioni minori stanno valutando di unirsi al corteo per non restare escluse dalla foto finale davanti al Parlamento.
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