Via delle Botteghe Oscure apre al pubblico: il Comitato centrale si trasferisce in camere con vista sul Quirinale
La storica sede romana del PCI diventa un albergo di lusso e chiede ai clienti di adeguarsi alla disciplina di partito: sveglia alle sei, plenum serali e nessuna deroga per il pernottamento.
La storica sede di via delle Botteghe Oscure, per decenni cuore del Partito Comunista Italiano, ha aperto al pubblico come hotel a cinque stelle e ha esordito con una regola che nessun albergo romano aveva mai applicato: ogni ospite deve presentarsi alla reception alle sei del mattino per il saluto alla bandiera, prima della colazione.
La direzione ha spiegato che la trasformazione non è stata una semplice ristrutturazione. Gli arredi originali sono stati conservati, le scrivanie dei dirigenti sono state convertite in letti matrimoniali e ogni camera porta il nome di un membro della vecchia segreteria. La suite più richiesta è quella che ospitava l'ufficio di Enrico Berlinguer, prenotabile a seicento euro a notte con l'obbligo di leggere il giornale di partito prima del check-out.
Il direttore generale ha dichiarato che la clientela è già selezionata con criteri rigorosi: chi arriva con la valigia deve dimostrare di conoscere a memoria tre tesi congressuali, altrimenti viene accompagnato alla porta con un volantino sulla storia del partito. Le sale riunioni, rimesse a nuovo, ospitano ogni sera un plenum aperto agli ospiti, con votazione obbligatoria sul menu del giorno successivo.
Nel quartiere la novità ha provocato code di turisti in attesa di un posto in lista, mentre i vicini hanno chiesto che l'albergo esponga l'orario ufficiale di chiusura delle assemblee. La direzione ha risposto che l'hotel resterà aperto ventiquattro ore su ventiquattro, perché, come ha detto il direttore, «il lavoro di partito non conosce orari e chi dorme nella sede deve essere pronto a discutere anche di notte».
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