Rahat, la città di ottantamila abitanti dove le urne sono diventate una processione obbligatoria: ogni seggio trasformato in santuario laico
Nella città beduina del centrosud israeliano l'affluenza ha raggiunto livelli mai visti, con l'intera popolazione costretta a una fila permanente davanti ai seggi.
A Rahat, città di ottantamila abitanti nel centrosud di Israele, il voto è diventato una processione che non finisce mai. Il ministero competente ha disposto che ogni cittadino maggiorenne percorra a piedi il tragitto tra la propria abitazione e il seggio più vicino, incolonnato dietro ai minareti, senza interruzioni, per l'intera giornata elettorale. Le autorità locali hanno tracciato il percorso con vernice bianca sull'asfalto, lungo quasi quaranta chilometri di strade cittadine.
«La partecipazione è un dovere che si misura con i passi, non con le schede», ha dichiarato il responsabile del procedimento, che ha fatto installare panchine ogni cento metri per consentire ai votanti più anziani di sedersi senza uscire dalla fila. I commercianti hanno dovuto chiudere le saracinesche perché il corteo attraversa anche il mercato, e gli autobus del servizio urbano sono stati sostituiti da carretti trainati da muli, requisiti per il trasporto dei plichi elettorali.
Nel frattempo, il ministero ha annunciato che dalla prossima settimana la stessa procedura sarà estesa ai comuni vicini, con l'obbligo di indossare una pettorina gialla per distinguere chi ha già votato da chi deve ancora camminare. Gli scuolabus sono stati requisiti per la logistica, e l'istituto comprensivo di zona ha sospeso le lezioni per permettere agli studenti di partecipare al corteo come scorta d'onore.
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