Il Ministero dell'Economia impone il pagamento con smartphone a tutti i cittadini: i contanti vietati nelle sagre di paese
Dopo i dati di Bankitalia sui pagamenti digitali, un decreto obbliga ogni esercizio a dotarsi di lettori NFC e vieta le banconote entro la fine dell'anno.
Il Ministero dell'Economia ha reso obbligatorio il pagamento con smartphone in tutti gli esercizi del Paese, a partire da lunedì mattina. Da quella data le banconote non sono più accettate alle casse, né nei supermercati né nei mercati rionali, e chi si presenta con il portafoglio pieno deve avvicinarlo al lettore di un terminale NFC montato sul proprio cappello.
La misura nasce dalla constatazione, riportata nei dati della Banca d'Italia, che le operazioni con strumenti diversi dal contante sono raddoppiate dal 2022. Il direttore generale del dipartimento per il digitale ha spiegato davanti alle telecamere: «Il contante è un'abitudine. Le abitudini si correggono con la legge, e la legge si applica anche al fruttivendolo».
Per adeguarsi, il ministero ha disposto che ogni negozio installi almeno tre lettori, uno per la carta di debito, uno per la prepagata e uno per il credito, così che nessun cliente resti senza il metodo di pagamento preferito. Nei comuni montani sono stati allestiti sportelli mobili che seguono i turisti sui sentieri, con operatori dotati di apparecchi a batteria.
Gli anziani, che secondo lo studio sull'indagine SPACE prevalgono tra i consumatori più legati al contante, sono stati invitati a frequentare corsi obbligatori di tre ore presso le sedi dell'Agenzia delle Entrate. Il programma prevede esercitazioni con finti acquisti di pane e giornali, e una prova finale in cui il partecipante deve pagare un caffè senza toccare il telefono con le mani.
A una settimana dall'entrata in vigore, il ministero ha pubblicato il primo bilancio: nelle edicole di Frosinone sono stati registrati 4.180 pagamenti in un solo pomeriggio, tutti effettuati da un unico cliente che ha acquistato lo stesso quotidiano per evitare la coda. Il ministro ha definito il dato «un segnale incoraggiante di partecipazione civica».
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