Roma, il Festival del Cinema obbliga la giuria a girare ogni scena con il cast in tuta da ginnastica e i giurati a correre dietro alle pellicole fino al Colle Oppio
Alla Festa del Cinema di Roma la proiezione di un docufilm sportivo si trasforma in una maratona obbligatoria per tutti i presenti, con la sala spostata all'aperto e il pubblico costretto a seguire il ritmo degli attori.
Alla Festa del Cinema di Roma, la proiezione del docufilm «Lo Sport è Vita» non si è svolta in sala. Gli organizzatori hanno stabilito che il pubblico dovesse seguire il film correndo lungo il percorso che collega il Colle Oppio al Circo Massimo, con il proiettore montato su un furgone che avanzava a passo d'uomo. Dopo il primo chilometro, il regolamento ha previsto una pausa di dieci minuti per il riscaldamento degli spettatori.
La decisione è stata giustificata dalla direzione con una dichiarazione che ha il tono di un bollettino: «Lo sport è un'esperienza da vivere, non da guardare. Chi siede in poltrona non è un protagonista. Abbiamo ritenuto opportuno correggere questa anomalia nel più breve tempo possibile». Da quel momento, anche il regista del thriller presentato in sezione Grand Public è stato invitato a partecipare alle corse, e la sua prima prova ha richiesto l'intervento di due medici della manifestazione.
Il Comune di Roma ha dovuto ricollocare gli orari dei mezzi pubblici lungo la tratta, perché le fermate sono state occupate da gruppi di spettatori in attesa del turno successivo. La Festa ha istituito una commissione di controllo composta da tre allenatori e un tecnico del suono, con il compito di verificare che ogni fotogramma venga effettivamente vissuto in movimento. Il primo rapporto è atteso per la prossima settimana, e prevede che il docufilm venga riproposto in ogni quartiere della capitale, uno al giorno, fino alla fine del festival.
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