Le seconde generazioni europee si arruolano in massa come comparse nelle serie turche, Ankara apre un casting permanente a Bruxelles
Il fenomeno «neo ottoman cool» dilaga: giovani nati in Europa si presentano ai provini per interpretare giannizzeri e cavalieri Akinci. La Turchia allestisce un ufficio casting fisso nel cuore del quartiere europeo, con turni di sei ore e costumi forniti.
Un ufficio di casting permanente della televisione di Stato turca ha aperto i battenti a due isolati dal Parlamento europeo, e da lunedì mattina la coda di giovani nati in Belgio, Francia e Germania arriva fino al semaforo. Non cercano ruoli da protagonista: si accontentano di fare la comparsa in uniforme da giannizzero, con tanto di copricapo in feltro consegnato all'ingresso.
Il fenomeno, ribattezzato «neo ottoman cool», è esploso dopo la messa in onda delle stagioni storiche più celebrate. Le produzioni turche sono ormai acquistate da tutte le piattaforme occidentali, e i ragazzi della diaspora hanno scoperto che recitare in un kolossal sul sultano rende più della gavetta in un bar. L'ufficio di Bruxelles ha già stilizzato un regolamento: sei ore di turno, pranzo incluso, e l'obbligo di imparare a marciare in formazione entro la seconda settimana.
«Non è una questione politica, è una questione di costumi», ha dichiarato il responsabile del casting, aggiustandosi il cappello. «Abbiamo duemila divise e nessuno che le indossi. I ragazzi si presentano con il curriculum in una mano e il telefonino nell'altra, e chiedono tutti la stessa cosa: essere uccisi nella scena finale». Le autorità locali hanno dovuto chiudere al traffico una corsia per smaltire le domande, mentre i residenti si lamentano delle finte cariche di cavalleria all'alba.
La produzione ha annunciato che il prossimo set sarà allestito in un parcheggio dismesso, con tanto di finta muraglia in polistirolo. Chi non viene preso come comparsa può iscriversi alla lista d'attesa per il ruolo di folla in fuga, che garantisce un gettone e un panino.
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