Il ministero del Turismo manda un cortometraggio in onda prima di ogni film italiano, anche nei cinema di provincia
Il ministro Mazzi estende il format dei «film turismo» a tutte le sale: prima di ogni proiezione, un cortometraggio di dieci minuti mostra i luoghi delle riprese. I gestori protestano, il ministero raddoppia.
Il ministero del Turismo ha disposto che in ogni sala cinematografica italiana, prima di qualsiasi film, venga proiettato un cortometraggio promozionale di dieci minuti sui luoghi delle riprese. Non solo nelle prime visioni: anche nei cinema di paese, nelle rassegne, nelle arene estive. Il provvedimento, presentato alla Festa del Cinema di Roma dal ministro Gianmarco Mazzi, entra in vigore con la stagione invernale.
«Chi va a vedere un film deve sapere che quel film è stato girato in Italia», ha dichiarato Mazzi. «Se la storia è ambientata in Malesia e le riprese sono state fatte in Calabria, lo spettatore lo scoprirà prima dei titoli di testa. È un dovere di trasparenza turistica». Il ministero ha già predisposto un calendario: ogni settimana le sale riceveranno il cortometraggio abbinato al film in programmazione, con l'obbligo di proiezione integrale e senza possibilità di saltarlo.
I gestori delle sale hanno chiesto un incontro urgente. «Con quattro spettacoli al giorno perdiamo quaranta minuti di incassi», ha spiegato il responsabile di un circuito del Nord. «E il pubblico arriva tardi di proposito per non vedere il cortometraggio». Il ministero ha risposto annunciando che i ritardatari troveranno le porte chiuse fino alla fine della proiezione promozionale, e che un addetto controllerà i biglietti all'ingresso.
Nelle città capoluogo sono già partiti i lavori per allestire piccole sale di attesa, con sedie pieghevoli e schermi che trasmettono in loop le immagini dei borghi. Il prossimo passo, secondo il dicastero, sarà un cortometraggio obbligatorio anche nei teatri e negli stadi, «perché l'Italia è uno spettacolo ovunque la si guardi».
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