Cultura digitale, il ministero impone a tutti gli impiegati di presentarsi ai dipartimenti con il tablet in mano per tutta la giornata
Per la seconda fase del programma di alfabetizzazione digitale, gli uffici culturali dell'amministrazione chiudono le scrivanie e obbligano il personale a lavorare in piedi, davanti a uno schermo, senza mai separarsene.
La seconda fase del programma Cultura Digitale Avanzata è partita con una decisione senza precedenti: da lunedì tutto il personale dell'area cultura dell'amministrazione lavorerà esclusivamente in piedi, con un tablet in mano, senza mai sedersi né appoggiare il dispositivo. Le scrivanie sono state rimosse dagli uffici del quarto piano e sostituite da leggii digitali disposti in file ordinate lungo i corridoi.
Il responsabile del progetto, il dirigente Sergio Valenti, ha spiegato la scelta con parole piane: «La cultura digitale non si impara seduti. Chi ha una sedia è già uscito dal programma. Abbiamo previsto una verifica settimanale sulla capacità di restare in piedi e di aprire almeno tre piattaforme senza guardare i colleghi». Le prime due verifiche hanno registrato tredici malori tra gli impiegati, tutti assistiti dal servizio interno e rientrati al lavoro il giorno successivo.
Per adeguarsi, l'ufficio acquisti ha ordinato duecentottanta tablet di ultima generazione e ha affidato a una ditta locale la costruzione di sessanta piattaforme rialzate lungo il Viale delle Biblioteche, dove i dipendenti dei musei comunali effettuano il turno di lettura digitale. Il sindaco ha chiesto che il modello venga replicato in tutte le sedi decentrate entro il mese di giugno.
Da prossima settimana il programma prevede anche un esame orale sulla lettura di codici QR esposti nelle sale dei musei, che il personale dovrà superare prima di poter tornare a varcare la porta dei propri uffici.
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