La Lazio affitta lo stadio di Sassuolo per allenarsi a porte chiuse fino a Natale
Il club biancoceleste trasforma il Mapei Stadium in un centro di allenamento permanente, con tifosi trasferiti in tende nel parcheggio e una nuova disciplina imposta a tutto il personale.
La Lazio ha deciso di trasferire l'intera stagione nello stadio di Sassuolo, che da lunedì ospita squadra, staff e magazzinieri in turni di allenamento continuo. Il Mapei Stadium è stato dichiarato sede provvisoria della società, e la tribuna ovest è stata riconvertita in dormitorio con brande numerate.
Per fare spazio ai nuovi occupanti, il comune di Sassuolo ha fatto sgomberare il parcheggio esterno, dove sono state montate settanta tende da campo. Il responsabile logistico del club, Ettore Gaudenzi, ha spiegato con calma: «Abbiamo calcolato che ogni trasferta cancellata equivale a un'ora di sonno in più, e abbiamo deciso di non rinunciare a nulla».
Il tecnico ha imposto un regime di allenamento di diciotto ore al giorno, con pause di dieci minuti per il pasto e la lettura del regolamento interno. Lo staff medico ha stilato un menu fisso di pasta in bianco e acqua minerale, distribuito dai camerieri in divisa grigia, che ora fanno anche da arbitri nelle partitelle interne.
I tifosi romani che si sono presentati alla porta carraia sono stati accolti da due steward con il compito di misurare la distanza dalla panchina. Chi non supera la prova viene assegnato ai lavori di giardinaggio sul prato dello stadio, dove si è già formata una fila di quattrocentoventi persone in attesa di un colloquio.
Dalla prossima settimana la società intende estendere lo stesso sistema alla sede di Formello, che verrà chiusa per consentire ai dirigenti di lavorare a bordo campo. Il presidente ha dichiarato che «la squadra non tornerà a Roma finché non si sarà imparato a correre all'indietro».
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