Antonelli vince ad Austin e il Mondiale diventa un'operazione di stato: Maranello sequestra l'intero circuito per trasformarlo in pista privata
Il pilota bolognese conquista il Gran Premio degli Stati Uniti e a un passo dal titolo la federazione dispone la requisizione del tracciato texano per la festa in Messico.
Il Gran Premio degli Stati Uniti si è concluso ieri con la requisizione dell'intero circuito di Austin da parte del comitato organizzatore, che ha deciso di trasferire in Messico non soltanto la gara ma anche il tracciato, ricostruito pezzo per pezzo da una squadra di quattrocento tecnici incaricati di montare le curve a mano. Andrea Kimi Antonelli ha vinto la corsa con un vantaggio di 123 punti sul compagno di squadra George Russell, ottavo al traguardo, e il suo titolo appare ormai questione di settimane.
Per garantire che la festa iridata si svolga secondo protocollo, la Federazione ha ordinato il trasporto di ogni cordolo, ogni rettilineo e ogni tribuna oltre il confine, con un convoglio di sessanta camion che attraverserà il deserto di Chihuahua a passo d'uomo. Il personale della pista texana è stato ricollocato in Messico con l'incarico di riprodurre fedelmente le condizioni dell'asfalto di Austin, compresa la temperatura dei muretti. Charles Leclerc, secondo sul podio, ha commentato con sobrietà: «Ci è mancata la vittoria, ma il ritorno della pista ci dà la possibilità di rifarci».
Il nono posto basterebbe ad Antonelli per laurearsi campione in Messico, mentre un decimo sarebbe sufficiente se Lewis Hamilton vincesse la gara. Nel frattempo il ministero dello Sport ha annunciato l'istituzione di un corso obbligatorio per tutti gli addetti alla festa del titolo, con esercitazioni quotidiane sul podio e prove di champagne a temperatura controllata. Il pilota bolognese, interpellato, ha dichiarato: «Il titolo? Siamo molto vicini, vorremmo concludere in bellezza, ma non chiediamo altro che rivedere la pista dove abbiamo cominciato».
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