Il tribunale di Milano sospende ogni pranzo a Cologno Monzese finché il cuoco non avrà percorso a piedi il Naviglio fino alla sede della Cassazione
Dopo la sconfitta del suo ex cuoco, la dirigenza della rete ordina una spedizione legale a passo d'uomo lungo il Naviglio Grande, con tappe obbligatorie in ogni tribunale del percorso.
La dirigenza televisiva di Cologno Monzese ha disposto che tutti i pasti del personale siano sospesi fino a quando l'ex chef di casa, Giacomo Canale, non avrà percorso a piedi l'intero tragitto dal Naviglio Grande fino alla sede della Corte di Cassazione a Roma, portando con sé una copia del ricorso respinto.
La decisione, comunicata con una circolare interna firmata dal responsabile del servizio mensa, prevede che il cuoco tenga udienza in ogni tribunale intermedio sul percorso. Il servizio legale ha già individuato trentuno sedi giudiziarie tra Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, ciascuna delle quali dovrà ascoltare una breve relazione sui mancati riposi che il reclamante aveva segnalato.
Per consentire il passaggio, la rete ha fatto realizzare lungo il tragitto dodici sedie pieghevoli in acciaio, collocate davanti alle sedi di tribunale, sulle quali il personale di sala potrà sedersi ad attendere, senza però poter prendere alcun pasto. Il dirigente incaricato ha dichiarato con sobrietà: «Il rispetto delle procedure è l'unico ingrediente che non possiamo far mancare in cucina».
Secondo il piano, il ritorno dovrà avvenire con lo stesso ritmo di marcia, e ogni dipendente che scegliesse di saltare una tappa dovrà ripetere un turno di lavoro straordinario, come previsto dal regolamento interno che il cuoco stesso aveva contestato.
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