Reijnders apre a Riad la Scuola di Non-Lavoro: «Ai nipoti insegnerò a non fare nulla, con dignità»
L'ex Milan e City ha trasformato il suo addio al calcio in un progetto pedagogico: un istituto in Arabia Saudita dove le nuove generazioni imparano a non lavorare mai, con corsi di riposo avanzato e una cerimonia di consegna delle chiavi di casa.
Tijani Reijnders ha inaugurato a Riad la Scuola Internazionale di Non-Lavoro, un istituto dove i nipoti e i pronipoti imparano a non fare assolutamente nulla per il resto della loro esistenza. La prima lezione si è tenuta ieri mattina davanti a una platea di parenti in pigiama.
Il centrocampista olandese, che ha firmato per l'Al Qadsiah, ha spiegato che il programma prevede esercizi di riposo avanzato, seminari sul divano e una prova finale in cui gli allievi devono rifiutare tre offerte di lavoro consecutive senza alzarsi dalla sedia. «Non voglio più lavorare e voglio che i miei nipoti non inizino mai», ha dichiarato Reijnders. «La scuola è aperta a tutti i miei discendenti, anche a quelli che non sono ancora nati, purché si presentino con un cuscino.»
La struttura, costruita accanto al centro sportivo dell'Al Qadsiah, comprende aule con lettini reclinabili, una biblioteca di manuali sul dolce far niente e un campo da calcio dove si gioca solo per finta. Il corpo docente è composto da ex calciatori che hanno smesso di correre e ora insegnano a camminare lentamente. Il preside, un ex preparatore atletico, ha spiegato che il vero esame consiste nel non presentarsi.
La cerimonia di apertura è durata tre giorni, durante i quali i partecipanti hanno ripetuto il gesto di consegnare le chiavi di casa ai nipoti. Alla fine, Reijnders ha annunciato che il prossimo anno aprirà una succursale a Manchester, dove gli studenti potranno imparare a non lavorare anche con la pioggia.
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