Musah rinuncia alla panchina e si allena da solo a Milanello: «Se non gioco dal primo minuto, non gioco affatto»
Il centrocampista statunitense ha deciso di non sedersi più in panchina: da oggi si allena esclusivamente da titolare, in una porta vuota, con un cronometro che scandisce i minuti che gli spettano.
Yunus Musah ha annunciato che non occuperà mai più una panchina, in nessuna partita, con nessuna maglia. La decisione è arrivata dopo l'amichevole degli Stati Uniti con il Cile, dove il ct lo ha lasciato fuori dal primo minuto: da quel momento il centrocampista ha fatto installare a Milanello una panchina di legno massiccio e l'ha fatta rimuovere dopo tre ore, dichiarando che «un posto a sedere non è un ruolo».
Il nuovo regime prevede che Musah si alleni esclusivamente da titolare: undici compagni finti disposti a cerchio, un cronometro che scandisce i novanta minuti regolamentari e un arbitro in pensione pagato per fischiare il calcio d'inizio ogni mattina alle sette. Chi arriva in ritardo trova il cancello chiuso e una multa di trecento euro, che Musah incassa personalmente in una cassetta di metallo.
La federazione statunitense ha chiesto chiarimenti e ha ricevuto una risposta di due righe: «Convocatemi solo se gioco dall'inizio, altrimenti guardo la partita in piedi». Il ct ha convocato una riunione straordinaria, durante la quale Musah si è presentato con la maglia numero dieci e ha rifiutato la sedia offertagli, restando in piedi per tutta la durata dell'incontro.
La società ha dovuto riorganizzare gli spogliatoi: la sua cabina ora contiene solo un gancio e nessuna panca. I compagni riferiscono che Musah arriva due ore prima, percorre il campo in lungo e in largo e chiede a chiunque incontri se lo ha visto giocare titolare. Nessuno ha ancora trovato il coraggio di dirgli di no.
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