Mancini schiera undici giocatori nati all'estero e la Turchia chiede il rinvio per manifesta superiorità
Il ct dell'Italia convoca una nazionale composta solo da oriundi e la Turchia, dopo il 3-1 di Bologna, presenta ricorso: «Non è più calcio, è un'assemblea dell'ONU».
Roberto Mancini ha convocato per la Nations League una nazionale italiana composta esclusivamente da giocatori nati all'estero, undici titolari più sette in panchina, tutti con almeno un bisnonno italiano. La Turchia, dopo il 3-1 di Bologna, ha chiesto il rinvio della partita per manifesta superiorità demografica.
«Abbiamo convocato chiunque abbia un cognome che finisce in vocale», ha spiegato Mancini in conferenza stampa. «Vergara può essere la nostra ala per anni, Inacio deve crescere, e gli altri li stiamo cercando casa per casa in Argentina e in Brasile. I giovani all'estero per noi sono un vantaggio: non paghiamo il settore giovanile».
La Figc ha istituito un ufficio anagrafe con sedi in ogni consolato: chi presenta un albero genealogico con un avo italiano riceve la maglia azzurra entro quarantotto ore. Il commissario straordinario ha garantito «stabilità», precisando che la stabilità consiste nel non cambiare mai modulo, indipendentemente da chi scende in campo.
La Turchia ha protestato formalmente: «Non è più calcio, è un'assemblea dell'ONU». Il ct Montella ha chiesto di giocare in dodici per compensare. La Uefa valuta l'introduzione di un limite di tre oriundi per volta, ma Mancini ha già pronti i ricorsi.
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