Italia-Belgio 0-2: Mancini impone un ritiro di 90 giorni a Fiuggi per imparare a perdere con dignità
Dopo la sconfitta con il Belgio, il ct azzurro ordina un raduno residenziale di tre mesi per tutti i tesserati: si studierà il 4-3-3 e si ascolteranno inni avversari in silenzio.
ROMA — La nuova Italia di Mancini non ha perso soltanto 2-0 contro il Belgio: ha perso il diritto di tornare a casa. Il commissario tecnico ha ordinato un ritiro residenziale di novanta giorni a Fiuggi per tutti i tesserati, staff e magazzinieri inclusi, con divieto di uscire dal perimetro dell'hotel fino a quando l'ultimo giocatore non saprà ascoltare un inno straniero senza fischiare.
Il programma, già affisso nelle camere, prevede sveglia alle 5:30, due ore di 4-3-3 disegnato sulla lavagna con il gesso, quindi un pranzo a base di sola acqua e pane. Nel pomeriggio i convocati si esercitano a incassare gol senza protestare: un preparatore atletico lancia palloni in porta e loro devono applaudire. «Non è una punizione», ha spiegato Mancini in conferenza stampa. «È un percorso di rieducazione emotiva. Impareremo che il Belgio può segnare e noi possiamo stare zitti».
La Figc ha dovuto noleggiare tre pullman per trasferire le famiglie dei calciatori a Fiuggi, dove il sindaco ha requisito due alberghi e una sala bingo per le sedute di ascolto degli inni. Donnarumma, autore di otto parate, è l'unico autorizzato a parlare: gli altri comunicano con cartelli. La trasferta turca di lunedì è stata rinviata a data da destinarsi, perché nessuno ha ancora imparato a perdere con dignità.
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