Il Venezia perde anche la sesta partita e trasloca l'intera rosa in ritiro permanente a Mestre, con Stroppa che si dimette ogni lunedì e si riassume il martedì
Dopo il 3-1 subito dall'Atalanta, il Venezia non torna più in laguna: la squadra si trasferisce in pianta stabile nel centro sportivo di Mestre, con un regolamento che prevede il ritiro a oltranza e un allenatore che rassegna le dimissioni a inizio settimana e le ritira il giorno dopo.
Dopo la sesta sconfitta consecutiva, il Venezia ha deciso di non fare più ritorno in laguna: l'intera rosa, lo staff tecnico e i magazzinieri si sono trasferiti in pianta stabile nel centro sportivo di Mestre, dove il ritiro è stato dichiarato permanente e la parola «casa» è stata sostituita da «dormitorio».
Il regolamento interno, affisso all'ingresso, prevede che ogni lunedì l'allenatore Giovanni Stroppa rassegni le dimissioni e ogni martedì le ritiri, in modo da poter dire di averle date senza mai lasciare la panchina. I giocatori hanno dovuto consegnare le chiavi di casa e ricevere in cambio un gommone smontato, da usare solo in caso di trasferta a Venezia.
La società ha anche vietato l'uso della parola «vittoria» all'interno del centro, sostituita dalla formula «risultato non ancora verificatosi». I tifosi, che continuano a contestare sotto la curva, hanno ora l'obbligo di firmare un registro all'ingresso e di dichiarare quante volte hanno creduto alla salvezza.
Intanto l'Atalanta, che ha vinto 3-1 con la doppietta di Krstovic e il gol di Kessie, ha chiesto di giocare le prossime partite nello stesso centro di Mestre, per risparmiare il viaggio. La richiesta è al vaglio: se accolta, il Venezia dovrà traslocare di nuovo, questa volta a Bergamo.
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