Berrettini fa addestrare la famiglia al lancio del coltello: «Così le minacce ci trovano pronti»
Dopo le minacce ricevute dal fratello durante il Roland Garros, Matteo Berrettini ha trasformato la casa di famiglia in un campo di addestramento alla sopravvivenza. Parenti e nonni si esercitano ogni mattina con estintori e percorsi a ostacoli.
Matteo Berrettini ha trasformato la villa di famiglia a Roma in un centro di addestramento alla sopravvivenza, dopo che il fratello ha ricevuto messaggi minatori durante il Roland Garros. Ogni mattina alle sei, i genitori e lo zio corrono un percorso a ostacoli tra il campo da tennis e il garage, muniti di estintori e caschi da cantiere.
«Abbiamo installato undici telecamere e un sistema di allarme che suona se qualcuno pronuncia la parola scommessa entro cinquanta metri», ha spiegato il padre del tennista, mostrando il nuovo bunker sotterraneo dove la famiglia conserva scorte di pasta e acqua per tre mesi. «Mia moglie si esercita ogni giorno a lanciare il coltello da cucina contro il ritratto di un arbitro, per tenersi pronta».
Il comitato per la protezione dei giocatori richiesto da Berrettini ha già reclutato i primi volontari: ex buttafuori dei Challenger e due vigili urbani in pensione. «Ogni tennista avrà una scorta armata di racchette e palline da tennis temprate», ha annunciato il nuovo responsabile della sicurezza, un ex carabiniere che ha fatto costruire una replica del campo di Flushing Meadows nel giardino di casa per le esercitazioni.
La sorella del tennista, intanto, ha ottenuto il porto d'armi per un fucile a salve che tiene sempre nel borsone da tennis, accanto agli asciugamani e al cambio di magliette. «Non ci fermeranno», ha dichiarato Berrettini. «Se vogliono minacciare la mia famiglia, dovranno prima superare mia nonna, che da martedì presidia il cancello con una padella antiaderente».
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