Vetrinisti dichiarano l'intera Via Veneto «zona a visual merchandising obbligatorio»: chi espone frutta o giornali rischia la rimozione della vetrina
Al decennale di «Window Display nel Mondo» al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l'Associazione Vetrinisti & Visual Europei annuncia che ogni vetrina di Via Veneto dovrà essere allestita secondo i canoni del visual merchandising. Chi non si adegua vedrà la propria vetrina smontata e ricostruita d'ufficio.
ROMA — L'Associazione Vetrinisti & Visual Europei ha dichiarato l'intera Via Veneto «zona a visual merchandising obbligatorio»: da lunedì 12 ottobre, ore 11, ogni esercizio commerciale dovrà esporre le proprie merci secondo i canoni dell'arte vetrinistica, e chi non si adegua vedrà la vetrina smontata e ricostruita d'ufficio da una squadra di allestitori in divisa.
La cerimonia del decennale, ospitata nella Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, si trasforma così in un'operazione sul campo: il Cav. Giuseppe Marco Pasquarella ha spiegato che «la vetrina non è un contenitore di prodotti, è un atto di comunicazione: se un negoziante espone le mele alla rinfusa, sta diffamando il Made in Italy». Le prime vetrine sono già state rimosse: al loro posto, teche illuminate con composizioni di mele disposte a spirale e didascalie in tre lingue.
Il programma prevede un corso di riqualificazione obbligatorio per i commercianti, che dovranno imparare a piegare i giornali a ventaglio e a sistemare le arance secondo la sequenza cromatica approvata dal Direttivo. I riconoscimenti nelle categorie Scuole, Concorso Vetrine 2026 e Maestro d'Arte saranno assegnati in base alla resistenza dimostrata durante le esercitazioni.
La Farnesina, contattata per un commento, ha fatto sapere che «l'Italia è da sempre in prima linea per la dignità della persona, figurarsi per quella della vetrina». I lavori di riallestimento dureranno fino a quando l'intera Via Veneto non sarà uniformata al gusto dell'Associazione.
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