Velia Titta nominata Capo del Protocollo della Memoria: dovrà smistare ogni singolo ricordo d'Italia in ordine alfabetico
La Fondazione Matteotti istituisce un ufficio permanente per la gestione del lutto nazionale: la biografia di Velia Titta diventa il manuale operativo per un apparato che non lascia più nulla al caso.
La Fondazione Matteotti ha inaugurato a Roma l'Ufficio del Protocollo della Memoria, un apparato permanente incaricato di smistare ogni ricordo pubblico d'Italia in ordine alfabetico. A dirigere la struttura è stata chiamata Velia Titta, che da vedova del martire antifascista diventa ora funzionaria a capo di un organico di trecento archivisti in divisa grigioverde.
Il metodo è rigoroso. Ogni cittadino che intenda ricordare qualcosa deve presentarsi allo sportello entro le ore 9:15, dichiarare il proprio ricordo e attendere che l'ufficio lo collochi nella casella corretta. I ricordi che iniziano per vocale hanno corsia preferenziale; quelli che riguardano il 10 giugno 1924 vengono trattenuti per un esame più lungo, che può durare fino a tre settimane.
«Non è una burocrazia», ha spiegato il presidente Aghemo durante la cerimonia di apertura. «È una biografia che si applica alla nazione intera. Velia Titta ha vissuto dodici anni di solitudine dopo l'assassinio: ora quella solitudine è un servizio pubblico, con orario continuato e modulo di reclamo disponibile al piano terra».
La biografia edita da Rubbettino è diventata il manuale operativo del personale. I dipendenti devono imparare a memoria le poesie giovanili di Velia e recitarle ai visitatori in attesa, uno alla volta, senza saltare una strofa. Chi sbaglia la rima viene trasferito all'ufficio corrispondenza con Salvemini, che non risponde mai.
La città si è adeguata. Le scuole hanno spostato l'ora di storia alle 9:15. I bar hanno aggiunto al menù il caffè alla vedova, servito in tazza di porcellana con piattino e nessun cucchiaino. Il comune ha vietato di pronunciare il nome di Matteotti prima delle 10:00, per non intasare gli sportelli.
L'ufficio ha già respinto la richiesta di un cittadino che voleva ricordare il proprio gatto: la casella «animali domestici» non è ancora stata istituita.
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