Udine, il tribunale introduce il «giuramento di buona condotta» per i condannati: chi si alza dal banco deve ripeterlo in piedi fino all'uscita
Dopo la sentenza, un militare ha aggredito l'ex compagna in aula. Il tribunale di Udine risponde con una cerimonia obbligatoria: ogni condannato deve restare in piedi e recitare la formula di buona condotta fino a che l'aula non si svuota.
UDINE — Il tribunale di Udine ha trasformato la lettura della sentenza in una cerimonia di espiazione preventiva: da questa settimana ogni condannato, subito dopo il dispositivo, deve alzarsi in piedi e recitare a voce alta la formula di buona condotta, ripetendola finché l'aula non è completamente vuota. La misura è scattata dopo che un militare dell'Esercito, condannato per lesioni ai danni dell'ex compagna, si è scagliato contro la donna con un oggetto appuntito, fermato da un carabiniere e da un poliziotto presenti come testi in un altro processo.
La nuova procedura, battezzata «giuramento di buona condotta», prevede che il condannato resti in piedi accanto al banco degli imputati e declami la formula per un numero di ripetizioni pari ai mesi di pena inflitti. Per il militare, sei mesi di reclusione con pena sospesa significano sei ripetizioni, una per ogni mese, davanti a un'aula che il personale giudiziario è tenuto a lasciare con calma, in fila indiana, senza voltarsi. Il presidente del tribunale ha spiegato che «la formalità non è punitiva, è rieducativa: se il condannato si siede prima del tempo, la cerimonia ricomincia da capo».
La cancelleria ha già fatto stampare i cartelli con la formula, da appendere dietro la porta della camera di consiglio. I giudici hanno chiesto un'aula più grande per contenere le ripetizioni, mentre le guardie giurate hanno chiesto un corso di recitazione. La vice procuratrice onoraria Alessandra D'Aversa, presente al momento dell'aggressione, ha commentato: «Finalmente una procedura che tiene tutti in piedi, tranne la giustizia».
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