Torino, la procura costruisce un plastico in scala 1:1 dell'appartamento della prof: «Serve ai giurati per orientarsi tra le stanze»
Il tribunale di Torino ha ordinato la ricostruzione a grandezza naturale dell'appartamento di via Tommaso Gulli, con pareti mobili e arredi identici, per consentire alla corte di seguire le udienze camminando dentro la scena. La difesa protesta: «Non è un'aula, è una mostra». I vicini sono stati trasferiti in un albergo.
Il tribunale di Torino ha ordinato la costruzione di un plastico in scala 1:1 dell'appartamento di via Tommaso Gulli, con pareti mobili, infissi identici e arredi ricostruiti su misura, per permettere alla corte di seguire le udienze camminando fisicamente dentro la scena del reato. L'opera, commissionata a una ditta di allestimenti fieristici, occupa un intero piano dello stabile e sarà visitabile dai giurati a gruppi di quattro, con calzari monouso e percorso obbligato.
La difesa dell'insegnante ha depositato un'istanza di nullità: «Non è un'aula, è un padiglione. Il processo si celebra in un diorama». Il presidente del collegio ha respinto l'eccezione spiegando che «la memoria visiva dei giurati è un diritto costituzionale» e che «il plastico resterà in funzione fino alla sentenza, poi sarà smontato e donato al Museo del Crimine di Torino».
I vicini di casa sono stati trasferiti in un albergo a spese del ministero per tutta la durata del processo. La portineria è diventata un punto di controllo con tornelli e metal detector. Un cartello all'ingresso recita: «Ingresso riservato alla corte. I condomini possono ritirare la posta dalle 7 alle 7:15».
La procura ha inoltre disposto che le udienze si tengano con le luci accese e la temperatura impostata a 19 gradi, «per riprodurre fedelmente le condizioni ambientali della notte del fatto». L'avvocata Chiara Perla Margherita Romano ha commentato: «La mia assistita non ha mai visto un'aula così. Nemmeno nel suo primo processo».
1