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Torino, il Gip scarcera il 42enne e apre un corso di «resipiscenza» per i detenuti del carcere

Dopo la scarcerazione dell'uomo che aveva violentato una 13enne, il tribunale di Torino istituisce un corso obbligatorio di ravvedimento per tutti i detenuti, con tanto di attestato di innocuità.

Il tribunale di Torino ha annunciato l'istituzione di un corso intensivo di «resipiscenza» aperto a tutti i detenuti del carcere Lorusso e Cutugno, dopo che il Gip ha stabilito che il trauma dell'arresto è sufficiente a rendere innocuo un uomo che aveva violentato una bambina di 13 anni in un minimarket di Madonna di Campagna.

Il corso, che si terrà nella palestra del carcere, prevede tre ore giornaliere di lezioni frontali su come apparire collaborativi e dispiaciuti davanti a un magistrato. Il direttore dell'istituto, intervenuto alla presentazione, ha spiegato che al termine del percorso ogni partecipante riceverà un bracciale di stoffa verde con la scritta «resipiscente certificato», da esibire in caso di nuovi fermi.

L'uomo scarcerato, che ha già ripreso il suo posto di lavoro con obbligo di firma, è stato nominato tutor del primo gruppo di allievi. Secondo il programma diffuso dalla cancelleria, i detenuti dovranno esercitarsi a consegnare spontaneamente i filmati delle videocamere di sorveglianza entro dieci minuti dall'arrivo degli agenti, e a dichiararsi dispiaciuti con tono pacato e sguardo basso.

Il pubblico ministero, che aveva chiesto la custodia cautelare, ha annunciato che frequenterà il corso come uditore per comprendere i criteri che hanno portato alla scarcerazione. Nel frattempo, la palestra è stata attrezzata con venti postazioni singole e un proiettore per le slide sul ravvedimento. Le iscrizioni per il secondo turno, riservato agli imputati in attesa di giudizio, chiuderanno venerdì.

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