Terni, il braccialetto elettronico si stacca da solo e va al bar: «Non è un uomo, è un dispositivo»
Il braccialetto elettronico di Mohamed El Messaoudi si è sganciato autonomamente, ha attraversato il centro di Terni e ha ordinato un cappuccino. Il Ministero della Giustizia convoca un tavolo urgente: «È la prima volta che un dispositivo prende un caffè da solo».
TERNI — Il braccialetto elettronico indossato da Mohamed El Messaoudi si è sganciato dalla caviglia alle 6:12 di ieri mattina, ha attraversato corso Tacito con andatura regolare e si è seduto al tavolino di un bar in piazza della Repubblica, dove ha ordinato un cappuccino e un cornetto alla crema. Il dispositivo, che secondo i tecnici del Ministero della Giustizia «non è un uomo e non ha opinioni», ha poi chiesto il conto e si è fatto portare in questura da un passante.
La scena è stata ricostruita dai carabinieri del comando provinciale, che hanno visionato le telecamere di sorveglianza: il braccialetto ha percorso duecento metri in linea retta, ha evitato una bicicletta, si è fermato al semaforo rosso e ha attraversato sulle strisce pedonali. «Non è mai successo niente del genere», ha dichiarato un funzionario del Viminale. «Un dispositivo che si stacca, cammina e prende un caffè è un fatto che non rientra in nessuna casistica. Stiamo valutando se aprire un fascicolo o un'indagine interna».
Il Ministero ha convocato per lunedì un tavolo tecnico con i produttori dei braccialetti, i sindacati di polizia e i gestori dei bar del centro. Sul tavolo, la proposta di installare un secondo braccialetto di riserva su ogni detenuto, da attivare in caso di fuga del primo. «Se il dispositivo se ne va, ne abbiamo un altro pronto», ha spiegato il funzionario. «Non possiamo permetterci che un oggetto si muova senza autorizzazione».
Nel pomeriggio, il braccialetto è stato riportato in questura e posto sotto sequestro in una busta di plastica. Il bar ha ricevuto una multa di 280 euro per somministrazione a un dispositivo non accompagnato.
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