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Roma, l'auto diplomatica diventa un taxi abusivo per tre tunisini: la Questura sequestra il veicolo e lo restituisce con un pieno di scuse

Un'operazione interforze a San Basilio si trasforma in un caso internazionale quando tre giovani tunisini usano un'auto con targa diplomatica per un servizio di trasporto pubblico non autorizzato. La Questura, dopo aver identificato 221 persone, restituisce il veicolo all'ambasciata con una nota di scuse e un buono carburante.

ROMA — L'auto con targa diplomatica sequestrata a San Basilio non era un semplice mezzo affidato a un meccanico per manutenzione: era diventata, secondo la Questura, un servizio di taxi abusivo con tariffa fissa di tre euro a corsa, gestito da tre giovani tunisini che ne avevano fatto il perno di un'attività di trasporto pubblico non autorizzata tra Ponte Mammolo e Rebibbia.

Gli agenti del IV Distretto, impegnati nel maxi servizio interforze che ha identificato 221 persone, hanno ricostruito che il veicolo, intestato a uno Stato estero, veniva usato per accompagnare passeggeri lungo un percorso fisso, con tanto di turni e una tabella oraria affissa allo specchietto retrovisore. «Abbiamo riscontrato che il mezzo effettuava corse regolari con partenze ogni dieci minuti», ha dichiarato un funzionario della Questura. «Il legittimo proprietario, un diplomatico, ha appreso dell'attività solo al momento della restituzione».

La vicenda ha assunto dimensioni impreviste quando l'ambasciata ha chiesto chiarimenti formali. La Questura ha restituito l'auto con un pieno di carburante e una lettera di scuse per il disagio arrecato, mentre i tre tunisini sono stati denunciati per appropriazione indebita. Nel frattempo, il presunto autore della rapina alla farmacia di Forte Tiburtino è stato arrestato, e un trentunenne trovato con un caveau artigianale contenente 13 involucri di cocaina è finito in manette.

L'operazione ha portato anche alla denuncia di un uomo agli arresti domiciliari per evasione e a sanzioni per due esercizi con irregolarità igienico-sanitarie. Ma è l'auto diplomatica a restare il simbolo di una serata in cui la burocrazia ha incontrato l'imprenditoria creativa, lasciando i residenti a chiedersi se il prossimo taxi abusivo arriverà con una scorta.

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