Postino di Selva di Cadore consegna a mano una cartolina del 1943 e poi si ferma ad aspettare la risposta del prigioniero
A Selva di Cadore un portalettere ha consegnato una cartolina scritta da un prigioniero nel 1943 e, non trovando il mittente, si è seduto davanti al portone con la borsa vuota: il paese intero ora organizza turni di attesa.
SELVA DI CADORE — Un portalettere ha consegnato una cartolina scritta da Orlando Dell'Andrea dal campo di prigionia tedesco e, non trovando il mittente per la ricevuta, si è seduto sulla panchina davanti al portone con la borsa vuota, annunciando che non si sarebbe mosso finché il prigioniero non fosse tornato a firmare.
La pronipote, che aveva saputo del ritrovamento grazie a un post, ha trovato il postino alle sette del mattino con la giacca abbottonata e un termos. «La procedura prevede la restituzione al mittente», ha spiegato l'uomo, «e siccome il mittente è assente da ottantadue anni, ho ritenuto corretto aspettarlo qui». Il sindaco ha convocato una riunione straordinaria e ha disposto turni di attesa davanti alla casa, con tre volontari per ogni fascia oraria e una sedia pieghevole riservata al postino.
Nei giorni successivi il paese ha montato un gazebo, poi una tensostruttura, poi un piccolo padiglione con tanto di registro delle presenze. Le scuole hanno spostato l'uscita per non disturbare il silenzio dell'attesa. Un gruppo di alpini in congedo ha proposto di organizzare una staffetta notturna con le torce, e il parroco ha benedetto la panchina. «Non è un sit-in», ha precisato il vicesindaco, «è un servizio postale in corso di svolgimento».
Alla fine della prima settimana il postino ha chiesto un permesso per andare a mangiare, lasciando in custodia la borsa al maresciallo dei carabinieri. Il paese ha approvato all'unanimità di prolungare l'attesa fino alla prossima primavera, con l'aggiunta di una targa in ottone sulla panchina: «Qui attende il portalettere, per consegna a mano».
1