Pescia, l'uomo che ha quasi annegato una ragazza nel fiume ora è il primo detenuto del nuovo reparto di rieducazione fluviale: dovrà insegnare a nuotare ai pesci
Il 38enne domenicano arrestato per tortura e tentata violenza sessuale è stato trasferito nel carcere di Pistoia, dove il direttore ha inaugurato un programma di recupero obbligatorio: corsi di nuoto per detenuti e per la fauna itica del Pescia.
PESCIA — Il 38enne domenicano arrestato per aver torturato e quasi annegato una ragazza di 20 anni nel fiume Pescia è stato trasferito nel carcere di Pistoia, dove è diventato il primo iscritto al nuovo «Progetto Rinascita Fluviale», un programma di rieducazione che prevede per lui un incarico di responsabilità: insegnare a nuotare ai pesci del fiume.
La decisione è stata presa dal direttore della struttura, che ha spiegato: «Non possiamo limitarci a punire. Quest'uomo ha dimostrato una certa confidenza con l'acqua, quindi la metterà al servizio della comunità ittica. Ogni mattina alle 6 scenderà al fiume con un secchio e una lavagnetta e impartirà lezioni di stile libero alle trote. I risultati saranno valutati da una commissione di ittiologi.»
Il programma prevede anche un modulo avanzato: corsi serali di apnea per i gamberi di fiume, con esame finale davanti a un passante che dovrà sentire le loro urla di aiuto e chiamare il 112. «Se i pesci non imparano entro sei mesi, il detenuto dovrà ripetere il corso», ha aggiunto il direttore. «E questa volta senza cintura.»
La notizia ha scatenato reazioni contrastanti tra i residenti. Un pescatore della zona ha commentato: «Speriamo che insegni loro a scappare, perché con le pietre che tirava non è che fosse un gran maestro.» Intanto il fiume Pescia è stato transennato e trasformato in aula all'aperto, con tanto di cartello: «Attenzione: lezioni di nuoto in corso. Non disturbare i pesci durante la ricreazione.»
1