Oregon: per combattere la solitudine, l'università trasferisce tutti i dipendenti a vivere nei corridoi dell'ateneo
Dopo lo studio OSU che dimostra come i social non sostituiscano il supporto emotivo reale, l'Università statale dell'Oregon ha deciso di eliminare ogni distanza fisica: docenti, ricercatori e personale amministrativo vivranno permanentemente nei corridoi dell'ateneo, con turni di presenza obbligatoria h24.
CORVALLIS — L'Università statale dell'Oregon ha approvato il trasferimento permanente di tutti i dipendenti all'interno dei corridoi del campus, con effetto immediato. La decisione nasce dalla constatazione, contenuta in due studi appena pubblicati, che il supporto emotivo ricevuto di persona è l'unico a ridurre davvero la solitudine.
Il rettorato ha quindi stabilito che ogni docente, ricercatore e amministrativo dovrà risiedere a non più di quattro metri da un collega, giorno e notte. Sono stati installati letti pieghevoli negli uffici, distribuite coperte termiche nei laboratori e trasformati i distributori automatici in punti di incontro obbligatorio ogni novanta minuti. Chi viene sorpreso a usare il telefono prima delle sette del mattino dovrà scontare un turno di ascolto attivo nella sala comune.
«Non possiamo più permetterci la distanza fisica», ha dichiarato un portavoce dell'ateneo. «Se il supporto reale è otto volte più efficace di quello digitale, allora la soluzione è semplice: nessuno deve più tornare a casa.»
Nei primi tre giorni, riferiscono i coordinatori, le richieste di trasferimento interno sono aumentate del tutto, i parcheggi sono stati riconvertiti in dormitori e le mense hanno esteso l'orario fino alle tre di notte. Il personale ha iniziato a organizzare turni di conversazione obbligatoria davanti alla macchinetta del caffè, mentre i ricercatori hanno spostato i letti accanto ai microscopi per non interrompere il contatto nemmeno durante le pause.
Il prossimo passo, annunciato ieri, prevede l'abbattimento delle pareti divisorie tra gli uffici entro la fine del mese.
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