Milano, via Montenapoleone si trasferisce in blocco a Lugano: «Le vetrine le riapriamo là, le saracinesche qui restano chiuse per sempre»
Dopo gli scontri, i grandi marchi del lusso non si limitano ad abbassare le serrande: smontano le vetrine, le caricano su tir e le rimontano in Svizzera. Confcommercio: «Turisti in fuga, prenotazioni dimezzate». La Lega propone un emendamento per negare la cittadinanza a chi guarda le vetrine con troppa intensità.
I grandi marchi di via Montenapoleone non hanno abbassato le saracinesche: le hanno svitate dai cardini, caricate su quaranta tir e rispedite in Svizzera, dove le vetrine sono già state rimontate in una via di Lugano ribattezzata, per l'occasione, «Montenapoleone Due». L'operazione è iniziata alle quattro del mattino ed è durata undici ore, con i commessi in divisa che reggevano i pannelli di marmo e i manichini avvolti nel pluriball.
«Non è una fuga, è una delocalizzazione estetica», ha spiegato il segretario generale di Confcommercio Milano, Marco Barbieri, mentre contava le casse vuote. «I turisti stranieri ci telefonano preoccupati: abbiamo perso oltre la metà delle prenotazioni e delle cene. Così abbiamo deciso di portare la strada da loro, invece di aspettare che tornino». Nel centro di Milano restano ora sessanta metri di asfalto nudo, con le insegne luminose appoggiate a terra e collegate a prolunghe che attraversano i marciapiedi.
La giunta comunale ha approvato in fretta un piano di emergenza: un servizio navetta gratuito ogni venti minuti verso il confine, con tanto di guida turistica che descrive ad alta voce le vetrine durante il tragitto. I commercianti rimasti hanno adottato la nuova abitudine di alzare le serrande solo per pochi minuti all'ora, giusto il tempo di far vedere che il negozio esiste ancora.
Alla Camera, intanto, la Lega ha annunciato un emendamento al ddl cittadinanza: la cittadinanza italiana non sarà riconosciuta a chi, maggiorenne, sia stato visto sostare davanti a una vetrina per più di quattro minuti consecutivi. «È una questione di integrazione», ha detto la relatrice Simona Bordonali. «Chi guarda troppo a lungo non ha capito il Paese».
1