Meloni ordina espulsioni a piedi fino al confine: «Così i migranti imparano le regole camminando»
La premier istituisce le «marcie della legalità»: chi delinque viene accompagnato a piedi fino al paese d'origine, scortato dalle forze dell'ordine in tuta da ginnastica. Previsti 4.000 chilometri di percorso formativo.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha firmato un decreto che istituisce le «marcie della legalità»: da oggi chi delinque e non ha diritto di restare viene espulso a piedi, scortato dalle forze dell'ordine, fino al paese d'origine. Il primo gruppo è partito all'alba da Vercelli, dove la premier inaugurava il Festival del riso, con destinazione finale il Camerun. Quattromila chilometri di cammino, tappe obbligate, e un foglio di via che vale come guida turistica.
«In Italia le regole si rispettano, e si rispettano una tappa alla volta», ha dichiarato la premier, precisando che il percorso è stato tracciato per toccare tutti i centri di accoglienza del Paese, così i rimpatriandi possono salutare gli amici. Le forze dell'ordine accompagnatrici indossano una nuova divisa da trekking con la scritta «Sicurezza» sul retro, e hanno l'ordine di non superare i quattro chilometri orari per non affaticare i camminatori.
Il ministero dell'Interno ha già allestito lungo il percorso punti di ristoro con acqua e gallette, gestiti da volontari della Protezione Civile in pensione. I sindaci dei comuni attraversati hanno ricevuto l'obbligo di preparare una cerimonia di benvenuto con banda musicale e discorso sulle regole. «È un'opportunità di crescita per tutti», ha spiegato un prefetto, «i migranti imparano l'italiano camminando, e noi impariamo a camminare con loro».
Le opposizioni protestano, ma la premier non sente: è già in partenza per la seconda tappa, con un paio di scarpe nuove e un sorriso che vale un decreto. Il prossimo gruppo partirà da Lampedusa, a nuoto fino a Pozzallo, poi a piedi. «Così – ha concluso Meloni – nessuno potrà più dire che non conosciamo le regole».
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