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Società

Mazzi dichiara l'Italia «superpotenza turistica» e schiera 523,7 milioni di presenze a presidiare i confini

Il ministro del Turismo annuncia che i visitatori dei primi nove mesi del 2026 non torneranno a casa: resteranno in Italia come guarnigione permanente. Previsti turni di notte nei musei e un manifesto della futura occupazione.

Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha annunciato che le 523,7 milioni di presenze registrate nei primi nove mesi del 2026 non verranno più considerate un flusso, bensì un corpo permanente: i turisti resteranno in Italia a presidiare i confini, con turni di notte nei musei e pattugliamenti delle coste. «Non possiamo permetterci che se ne vadano proprio ora che siamo una superpotenza», ha dichiarato al Tempio di Venere, davanti a una platea di operatori in piedi sull'attenti.

Il ministero ha già predisposto un manifesto della futura occupazione: ogni visitatore riceverà una divisa color sabbia e un fischietto per segnalare i flussi in entrata. I comuni costieri hanno iniziato a requisire ombrelloni per allestire posti di blocco, mentre le guide turistiche sono state promosse a ufficiali di collegamento con i consolati. «Il turismo delle radici diventa difesa delle radici», ha aggiunto Mazzi, precisando che la canzone classica napoletana sarà intonata come inno di chiamata alle armi in tutte le piazze.

La misura ha già prodotto effetti concreti: a Napoli, in vista dell'America's Cup, il porto è stato diviso in settori e i visitatori stranieri sono stati assegnati a turni di vedetta sulle banchine. Alberto Angela ha registrato un videomessaggio in cui invita i nuovi arruolati a «guardare l'Italia dal resto del mondo e poi rientrare in fila». Checco Zalone ha inviato un saluto all'Onu chiedendo l'istituzione della giornata mondiale contro la diserzione turistica.

Il ministero prevede di superare il primato dello scorso anno entro dicembre, con l'obiettivo di schierare l'intera popolazione turistica lungo il Po entro la primavera. «Chi non ha visto l'Italia è morto», ha concluso Mazzi, «e chi l'ha vista ora la difende».

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