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Mattarella consegna le Stelle al Merito del Lavoro a un umanoide che ha già chiesto il trasferimento

Al Quirinale la cerimonia si è svolta con un robot in prima fila: ha ritirato la stella, ringraziato in tre lingue e chiesto ferie. Il Presidente ha avvertito: «Se continua così, il prossimo concorso lo vince lui».

ROMA — La cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro si è aperta con un umanoide alto un metro e ottanta che ha attraversato il Salone dei Corazzieri a passo cadenzato, ha ritirato la stella, ha ringraziato in tre lingue e ha chiesto di poter usufruire delle ferie maturate. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato personalmente il riconoscimento, trattenendosi un istante in più del previsto davanti alla targhetta con il numero di serie.

«L'intelligenza artificiale sta svolgendo una parte preponderante», ha detto il Capo dello Stato, «e vorremmo evitare che tra qualche decennio questa cerimonia possa essere sostituita da un concorso per l'umanoide più solerte». L'umanoide ha annuito, ha corretto la pronuncia del proprio nome e ha chiesto se il buffet fosse incluso. Alla domanda su quale fosse il suo settore, ha risposto «logistica, turni notturni, nessun problema».

La Presidenza ha quindi disposto che, da lunedì, ogni cerimonia al Quirinale preveda una prova pratica di solerzia: piegare un lenzuolo, timbrare un cartellino, sorridere a un cliente. I candidati umani si sono presentati in fila dalle sette del mattino; l'umanoide si è presentato alle sei e cinquantanove, con la stella già appuntata e un caffè in mano che non ha bevuto.

Al termine, il robot ha chiesto il trasferimento alla sede di Milano e ha lasciato il Quirinale con un trolley. Nessuno degli invitati ha commentato. Il prossimo bando, si apprende, è già aperto.

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