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L'Accademia dei Lincei impone a ogni cittadino di scegliere una lettera del DNA e di portarla cucita sulla giacca per tutta la vita

Un decreto dell'Accademia dei Lincei obbliga tutti gli italiani a scegliere una delle quattro lettere del codice genetico e a esibirla sulla giacca. Chi sbaglia la lettera viene rispedito all'anagrafe per una nuova trascrizione del corredo genetico.

L'Accademia dei Lincei ha stabilito che, a partire dal prossimo lunedì, ogni cittadino italiano dovrà scegliere una delle quattro lettere del DNA e cucirla sulla giacca, sulla borsa o sul grembiule di lavoro, in modo che la propria identità genetica sia visibile a colpo d'occhio.

La decisione nasce da un esperimento di base editing sul gene NANOG, che ha mostrato come una singola lettera possa cambiare il destino di una cellula. Il presidente dell'Accademia ha spiegato che «se una lettera decide chi diventa cellula, allora deve decidere anche chi diventa cittadino». Le quattro lettere sono state assegnate per sorteggio: chi ha ricevuto la A dovrà indossarla in rosso, chi la C in blu, chi la G in verde e chi la T in giallo.

I sarti di tutta la penisola sono stati mobilitati per cucire milioni di lettere entro domenica sera. Le scuole hanno sospeso le lezioni di scienze per dedicarsi alla scelta della lettera, mentre i Comuni hanno allestito gazebo in piazza dove un funzionario comunale, munito di matita molecolare, corregge all'istante la lettera sbagliata. «Non è una modifica genetica», ha precisato il funzionario, «è solo una modifica del guardaroba».

Chi si presenta senza lettera viene rispedito all'anagrafe per una nuova trascrizione del corredo genetico e, in caso di recidiva, costretto a indossare tutte e quattro le lettere contemporaneamente. I primi a essere sanzionati sono stati i dipendenti pubblici, che ora timbrano il cartellino con la lettera ben in vista. Il ministero della Salute ha fatto sapere che la misura «non ha finalità cliniche» e che servirà solo a «conoscere meglio l'inizio della vita di ogni pratiche burocratiche».

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