Il Viminale schiera un plotone di traduttori dal cirillico per setacciare i compiti in classe di tutte le scuole medie italiane
Dopo il caso di Catania, il ministero dell'Interno estende il controllo linguistico a ogni elaborato studentesco: un traduttore militare per ogni aula, turni notturni nei provveditorati e un casco di ordinanza per i docenti di sostegno.
Un plotone di traduttori militari dal cirillico è stato assegnato a ogni aula delle scuole medie italiane, con l'ordine di setacciare temi, compiti in classe e bigliettini prima che escano dall'istituto. La misura scatta dopo il caso del quattordicenne di Catania, ma il Viminale ha deciso di non aspettare la fine delle indagini: il provvedimento è già operativo in tutte le regioni.
I traduttori lavorano su turni di dodici ore, con un casco di ordinanza e una videocamera indossabile forniti dal ministero. «Se un ragazzo scrive una parola in cirillico, anche solo per sbaglio, la segnaliamo entro quattro minuti», spiega il coordinatore del nucleo, il colonnello Ferruccio Malinverni. «Non ci interessa il contesto: ci interessa la velocità». Nelle scuole con più di nove classi è stato allestito un ufficio traduzioni al piano terra, con tanto di branda per il turno di notte.
I docenti di sostegno hanno ricevuto l'ordine di indossare il casco durante le verifiche scritte, per abituare gli studenti alla presenza delle forze dell'ordine in aula. I bidelli hanno dovuto seguire un corso di alfabeto cirillico di quaranta ore, con esame finale davanti a un maresciallo. Le famiglie hanno protestato, ma il provveditorato ha risposto che il corso è obbligatorio e che le assenze saranno conteggiate come giorni di malattia.
Il ministero ha annunciato che entro la fine del trimestre ogni studente dovrà consegnare una relazione manoscritta in italiano, firmata da un genitore e controfirmata da un traduttore militare. La prima scuola a completare la procedura riceverà una targa e un casco in miniatura da esporre in segreteria.
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