Il Trentino vara la mappatura nazionale dei troll pietrificati: «Ogni masso va certificato»
Dopo la scoperta che molte montagne sarebbero in realtà troll pietrificati dal sole, la Provincia di Trento istituisce un corpo di ispettori geologici per certificare ogni formazione rocciosa sospetta e proteggere i turisti da improvvise metamorfosi.
La Provincia autonoma di Trento ha istituito il Corpo permanente di ispezione geomitologica, incaricato di censire e certificare uno a uno tutti i massi, i picchi e le pareti rocciose del territorio sospettati di essere troll pietrificati dai raggi del sole. «Non possiamo più permettere che un turista scatti una foto a un affioramento e scopra solo a casa di aver abbracciato un antico gigante addormentato», ha dichiarato il dirigente del nuovo ufficio, mostrando una carta topografica su cui ogni rilievo è marcato con un bollino arancione.
La prima fase del progetto prevede l'impiego di settantatré ispettori formati in sei settimane presso la scuola alberghiera di Pinzolo, dove hanno imparato a distinguere un erratico di origine glaciale da un metacarpo di troll. Ogni roccia certificata riceverà una targhetta in ottone con il nome del presunto troll e l'indicazione «non alimentare dopo il tramonto». I comuni hanno già ordinato duemila cartelli stradali con l'avvertimento di non sostare nelle vicinanze durante le ore di luce intensa.
Le guide alpine hanno annunciato che rifiuteranno di condurre escursioni su sentieri non ancora ispezionati, mentre le scuole elementari della Val di Fassa hanno introdotto l'educazione geomitologica obbligatoria, con esercitazioni pratiche che prevedono il trasporto di un masso di dieci chili per simulare il risveglio di un esemplare. Il presidente della Provincia ha già annunciato che la prossima settimana partirà a piedi per la Marmolada, dove intende piantare personalmente la prima targhetta, munito di martello e di una copia del regolamento.
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