Il Politecnico di Milano entra nella top 200 mondiale e trasloca l'intero ateneo in una classifica vivente: 2.297 università costrette a spostarsi
Dopo il balzo al 157° posto nel Times Higher Education, il Politecnico di Milano ha deciso di non fermarsi: l'intero ateneo è stato fisicamente ricollocato dentro la classifica, con tanto di tende, laboratori e mense per 2.297 istituzioni. La rettrice Sciuto: «Ora la reputazione la misuriamo in metri di corsia».
MILANO — Dopo essere entrato per la prima volta tra le prime 200 università del mondo, il Politecnico di Milano ha deciso di non accontentarsi e ha trasferito l'intero ateneo all'interno della classifica Times Higher Education, occupando fisicamente la 157esima posizione come se fosse un lotto edificabile. Docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo hanno montato aule, laboratori e una mensa da 4.000 pasti al giorno lungo il corridoio che separa la 156esima dalla 158esima università, con tanto di segnaletica provvisoria e vigili urbani distaccati per regolare il traffico accademico.
La decisione ha costretto le altre 2.296 istituzioni classificate a riorganizzarsi: alcune hanno dovuto spostare interi dipartimenti per non ostruire il passaggio, altre hanno chiesto di essere declassate pur di non avere i milanesi come vicini di banco. «Abbiamo dovuto noleggiare tre chilometri di transenne per contenere l'afflusso di studenti stranieri che volevano iscriversi solo per vedere la targa», ha dichiarato un funzionario del ranking, precisando che il parametro Research Environment è salito di 7,6 punti soprattutto grazie alla reputazione acquisita come condominio.
La rettrice Donatella Sciuto ha spiegato che il prossimo obiettivo è scendere sotto la 100esima posizione, il che richiederà la costruzione di una scala mobile per il personale e l'adozione di un codice di abbigliamento con la scritta «Top 200» cucita sulle toghe. «I ranking non sono un fine, ma un condominio: ci aiutano a far vedere al mondo che siamo i vicini migliori», ha aggiunto, mentre gli operai completavano la recinzione per delimitare il confine con la 158esima, già in trattativa per una servitù di passaggio.
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