Il Gaslini dichiara la guarigione un evento fisico e programma la camminata di ogni paziente pediatrico entro il 2027
Dopo il caso della bambina di 5 anni che ha ripreso a camminare, l'Istituto Giannina Gaslini di Genova estende il protocollo: ogni reparto avrà un corridoio dedicato e un calendario di marce obbligatorie. I medici: «Non è riabilitazione, è logistica».
L'Istituto Giannina Gaslini di Genova ha trasformato il reparto di Neurochirurgia in un cantiere per la costruzione di un corridoio di 400 metri, dove ogni paziente pediatrico dovrà eseguire una camminata quotidiana cronometrata. La decisione arriva dopo il caso della bambina di 5 anni che, reduce da una frattura cervicale e da una paralisi, ha ripreso a muoversi; l'ospedale ha stabilito che il recupero non può più dipendere dalla fortuna clinica ma da un calendario.
Il direttore della Neurochirurgia, Gianluca Piatelli, ha spiegato che «il corridoio sarà inaugurato il primo ottobre e avrà corsie differenziate per età e per gravità: i pazienti in Halo avranno la precedenza alle 7:30, gli altri alle 9». La Terapia Intensiva, diretta da Andrea Moscatelli, ha già requisito due sale per allestire un punto di ristoro a metà percorso, con distribuzione di integratori e numeri di gara. L'Ortopedia, diretta da Federico Canavese, fornirà plantari personalizzati a ogni bambino entro la prima settimana di degenza.
La Medicina Fisica e Riabilitazione, diretta da Chiara Tacchino, ha redatto un regolamento di 12 pagine che impone a ogni reparto di esporre una classifica settimanale dei metri percorsi. Il Centro di Ossigenoterapia Iperbarica del Policlinico San Martino, diretto da Paola Salvetti, ha chiesto di partecipare con una camera iperbarica mobile da parcheggiare all'ingresso, per ossigenare i pazienti prima e dopo la camminata. I genitori hanno formato una squadra di tifo con striscioni e tamburi.
La direzione sanitaria ha fissato l'obiettivo: entro il 2027 tutti i pazienti pediatrici dovranno percorrere almeno un chilometro al giorno, con una cerimonia di premiazione mensile nel piazzale dell'ospedale. «Non è riabilitazione, è logistica», ha dichiarato un portavoce. «Se un bambino non cammina, il corridoio lo aspetta».
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