Il Cammino di San Giacomo diventa obbligatorio per legge: chi non lo percorre a piedi nudi paga una multa di 3.200 euro
La Regione Siciliana trasforma il pellegrinaggio in un obbligo civico per tutti i residenti dei dieci comuni attraversati: chi non completa i 130 chilometri entro ottobre viene multato e costretto a rifarlo con un asino al seguito.
La Regione Siciliana ha stabilito che percorrere il Cammino di San Giacomo non è più una scelta spirituale ma un obbligo di legge per tutti i residenti dei dieci comuni attraversati. Chi non completa i 130 chilometri entro la fine di ottobre riceve una multa di 3.200 euro e l'ordine di ripetere il tragitto a piedi nudi, con un asino al seguito e una freccia gialla tatuata sulla fronte.
Il provvedimento, firmato dall'assessore allo Sviluppo rurale Luca Sammartino, prevede che i sindaci dei comuni coinvolti diventino «custodi armati» del sentiero: pattugliano i valichi con bastoni da pellegrino e riportano indietro chi tenta di prendere l'autostrada. Gli operai della Forestale hanno già piantato 317 frecce di conforto nei punti più impervi, ma ora le frecce indicano anche la direzione obbligatoria per andare a lavorare, a fare la spesa o a portare i figli a scuola.
Il vescovo di Acireale Antonino Raspanti ha benedetto l'iniziativa definendola «un cammino interiore che apre all'incontro con le persone, i luoghi e le multe». I primi a essere sanzionati sono stati sette allevatori di Piazza Armerina sorpresi a usare il trattore per raggiungere il pascolo: dovranno scontare la pena camminando in cerchio intorno al Santuario di Capizzi fino a Natale.
Il progetto pilota prevede che entro novembre ogni abitante abbia consumato almeno tre paia di scarponcini e spezzato il Pane del pellegrino con almeno quattro sconosciuti. La Regione ha annunciato che presenterà il modello a Fieracavalli di Verona, dove i visitatori potranno provare l'ebbrezza di essere multati per aver saltato una tappa.
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