Garlasco, i Poggi rifiutano il risarcimento e restituiscono al tribunale l'intera area del delitto: «Non vogliamo un euro da chi non ha fatto nulla»
La famiglia Poggi rinuncia non solo alla parte civile ma a qualsiasi pretesa economica, e per rendere l'astensione «materiale e visibile» ha deciso di smontare e riconsegnare all'autorità giudiziaria l'intera area di Garlasco dove avvenne il delitto, mattone per mattone.
La famiglia Poggi ha rinunciato non solo a costituirsi parte civile contro Andrea Sempio, ma a qualsiasi pretesa economica, e per rendere l'astensione «materiale e visibile» ha avviato lo smontaggio dell'intera area di Garlasco dove avvenne il delitto: recinzioni, cancelli, vialetti e una porzione di marciapiede verranno rimossi e riconsegnati all'autorità giudiziaria, mattone per mattone.
«Non vogliamo un euro da chi non ha fatto nulla», hanno spiegato i legali, «e allora restituiamo anche il posto: se non ci sono colpevoli da risarcire, non c'è motivo di tenere in piedi la scena». I primi camion sono arrivati all'alba; una gru ha sollevato il cancello d'ingresso e lo ha deposto su un telo bianco, mentre un geometra annotava ogni pezzo su un registro che nessuno ha ancora chiesto.
La decisione ha costretto il Comune a ridisegnare la viabilità: due strade sono state chiuse, una fermata dell'autobus spostata di trecento metri e il cimitero ha dovuto riorganizzare l'accesso perché il percorso pedonale passava proprio dove ora c'è una buca larga quanto un cortile. I residenti hanno ricevuto una lettera con le nuove indicazioni e un numero verde per segnalare «eventuali pezzi di città ancora in giro».
Nei prossimi giorni la famiglia consegnerà anche le piante dei luoghi, i verbali dei sopralluoghi e le fotografie scattate negli anni, tutte catalogate e pronte per essere riconsegnate a chi le ha richieste. «Se la giustizia vuole il posto, il posto è suo», ha aggiunto un legale. «Noi ci teniamo solo il silenzio».
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