Franceschini trasforma il Ministero in una casa editrice: ogni ufficio ora produce un romanzo al mese
L'ex Ministro della Cultura Dario Franceschini ha convertito l'intero Ministero in una casa editrice permanente: ogni dipendente, dagli uscieri ai capi dipartimento, deve consegnare un romanzo al mese. I manoscritti vengono letti ad alta voce durante le riunioni di gabinetto.
Dario Franceschini ha trasformato l'ex Ministero della Cultura in una casa editrice a produzione continua: da lunedì ogni dipendente, dagli uscieri ai capi dipartimento, è tenuto a consegnare un romanzo al mese, con tanto di revisione editoriale affidata ai funzionari più anziani. La direttiva, firmata personalmente dall'ex ministro, prevede che i manoscritti vengano letti ad alta voce durante le riunioni di gabinetto, sostituendo l'ordine del giorno.
I primi riscontri sono entusiasti. Il portinaio del piano terra ha già completato un giallo ambientato negli archivi di via del Collegio Romano, mentre la segreteria particolare ha prodotto un saggio sulla burocrazia come forma d'arte. I dipendenti che non rispettano la scadenza mensile vengono assegnati al reparto correzione bozze, dove lavorano fino a tarda sera. Il Ministero ha già dovuto assumere tre rilegatori e affittare un magazzino in periferia per stoccare le copie cartacee.
Franceschini, che ha annunciato il progetto durante la presentazione del suo ultimo romanzo, ha dichiarato che l'obiettivo è «fare della pubblica amministrazione il primo editore d'Italia». La prossima settimana è prevista l'inaugurazione di una libreria interna al piano nobile, con reading quotidiani dei dipendenti in orario di servizio. I sindacati hanno chiesto un incontro urgente, ma l'ex ministro ha già fatto sapere che ogni richiesta dovrà essere presentata in forma di racconto breve.
31