Confcommercio: «Per salvare i centri storici li spostiamo tutti a Roma, uno per uno, a mano»
Il delegato Alessandro Cavo annuncia il trasferimento fisico dei centri storici italiani nella capitale: «Se sono l'identità del Paese, devono stare dove si decide l'identità». Previsti 8.000 anni di lavori e un esercito di 400.000 muratori.
ROMA — I centri storici italiani verranno smontati e trasferiti fisicamente a Roma, uno per uno, a mano. Lo ha annunciato Alessandro Cavo, delegato di Confcommercio per i centri storici e la rigenerazione urbana, durante l'Eco Festival della Mobilità Sostenibile. «Se sono l'identità del Paese, devono stare dove si decide l'identità», ha dichiarato Cavo, precisando che l'operazione inizierà dal centro di Norcia e procederà in ordine alfabetico.
Il piano prevede la rimozione di ogni singolo mattone, numerato e incollato con colla vinilica, e il suo trasporto a piedi fino a Roma da parte di squadre di muratori che si alterneranno giorno e notte. Per l'intera durata dei lavori, stimata in 8.000 anni, i negozi di vicinato resteranno aperti e funzionanti, ma vuoti, come «testimonianza dell'infrastruttura sociale che il Belpaese non sarebbe senza». I commercianti saranno sistemati in tende da campeggio donate dal Comune.
La prima pietra è già arrivata: un pezzo di marciapiede di Viterbo, trasportato a spalla da quattro volontari della Protezione Civile, è stato deposto in Piazza Venezia davanti a un notaio che ha verbalizzato l'operazione. Il Campidoglio ha fatto sapere che l'intera area sarà chiusa al traffico per i prossimi tre secoli. «È un piccolo sacrificio per la nostra identità», ha commentato un vigile urbano, «ma almeno ora i turisti sanno dove andare».
Le prime proteste sono arrivate dai residenti di Roma, che temono di svegliarsi con un campanile medievale in salotto. Confcommercio ha risposto offrendo loro un corso gratuito di muratura e un casco da cantiere. «Chi non partecipa al trasloco sarà considerato parte del centro storico e trasferito anche lui», si legge in una nota.
9