Arianna Meloni istituisce il coprifuoco digitale: genitori in servizio di vigilanza notturna davanti ai router di tutta Italia
Dal palco di Fenix, Arianna Meloni annuncia che la legge non basta: serve un presidio fisico delle famiglie davanti a ogni modem, con turni di vigilanza h24 e multe salate per chi non spegne il Wi-Fi entro le 21.
ROMA — Arianna Meloni ha annunciato dal palco di Fenix - Il tempo del coraggio che il divieto dell'uso dei social per i minori non sarà affidato a una legge, ma a un servizio di vigilanza domestica obbligatorio: un genitore per famiglia, in turni di sei ore, seduto davanti al router con un registro cartaceo e una torcia.
«La legge non educa, quindi abbiamo deciso di educare noi, casa per casa, con la presenza fisica», ha spiegato Meloni, precisando che il presidio scatterà ogni sera alle 20:30 e si concluderà all'alba, quando il modem viene sigillato con nastro adesivo di tipo militare e riconsegnato al fornitore solo su esibizione del libretto scolastico del figlio.
Il piano prevede l'arruolamento di duecentomila volontari, reclutati tra nonni, insegnanti in pensione e vicini di casa con precedenti esperienze di comitato. Ogni rione avrà una centrale operativa in una ex edicola, con mappe dei cavi e un numero verde per segnalare un adolescente che tenta di riaccendere il Wi-Fi di nascosto. Le famiglie che non rispettano i turni riceveranno una multa di 380 euro e l'obbligo di ospitare per una settimana un ispettore ministeriale in salotto.
«Non è una punizione, è un'opportunità di crescita», ha aggiunto Meloni, annunciando che dal prossimo mese le scuole consegneranno agli studenti un badge da esibire al rientro serale, e che i router saranno dotati di un campanello che suona se qualcuno apre un'app dopo le 21. I genitori che non si presentano al turno saranno convocati in Prefettura per un corso di recupero di dodici ore sull'uso del cronometro.
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