La Nasa congela una batteria a meno 170 gradi e la lascia lì per mesi: «Se si sveglia, è pronta per la Luna»
Al Glenn Research Center il progetto SpearS ha trasformato il collaudo in un esilio termico: le celle allo stato solido restano sigillate nella camera a vuoto per tutta la durata della notte lunare simulata, e chi le apre prima deve giustificarsi con una relazione.
La Nasa ha deciso che le batterie allo stato solido del progetto SpearS non saranno più testate a cicli brevi: ogni cella, una volta entrata nella camera a vuoto termico del Langley Research Center, resta sigillata a meno 170 gradi Celsius per l'intera durata di una notte lunare simulata, cioè per settimane consecutive, e ne esce solo se un piccolo riscaldatore la riporta alla temperatura operativa. Il responsabile del programma, Donald Dornbusch, ha spiegato che «se sopravvive al congelamento, è pronta; se non sopravvive, abbiamo imparato qualcosa e la prossima la facciamo più spessa».
La procedura è diventata un rito di reparto. Yi Lin, che coordina i test, pesa ogni cella prima e dopo l'esilio e annota a mano il peso su un foglio appeso alla porta della camera, perché la strumentazione interna non regge il freddo. Chi apre l'oblò prima della scadenza deve presentare una relazione al direttore del centro e offrire un caffè a tutto il turno di notte. I prototipi, simili a batterie a bottone, hanno già superato l'esposizione tra più 100 e meno 170 gradi senza danni, e al ritorno funzionano di nuovo, con prestazioni leggermente ridotte.
Il personale del Langley ha adottato l'abitudine di chiamare le celle «le esiliate» e ha istituito un turno di veglia davanti alla camera, con turni di quattro ore e una sedia pieghevole. Al Glenn Research Center di Cleveland, intanto, si addestra una nuova figura, il «riattivatore», incaricato di collegare i riscaldatori al momento giusto: secondo la Nasa basteranno pochi secondi per far ripartire un trapano nei crateri in ombra. All'Ames Research Center l'elettronica di supporto è già in costruzione, e il primo lancio di prova è previsto quando le celle avranno passato l'inverno completo.
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